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Dietro la porta (2003)
Prima messincena del nostro Laboratorio teatrale.
La breve storia che vi racconteremo non è che un pretesto, grazie al quale ognuno di noi ha avuto la possibilità di viaggiare attraverso emozioni più o meno forti che appartengono un po' a tutti. Non è certo stato facile, soprattutto agli inizi, dove il lavoro maggiore che ci è stato richiesto è stato quello di lasciarci andare seguendo queste emozioni, cercando di entrarci dentro, e farci invadere dalle sensazioni che si provavano. Primo passo per arrivare ad un vero studio del personaggio e delle sue varie sfaccettature. E abbiamo cercato di aprire una porta davanti, o dietro la quale ci siamo trovati ad un certo punto del nostro cammino umano ed artistico. Vero? Inventato? Questo non è importante! Ciò che conta è che di fronte a questa porta, che nella vita può essere un problema,o un'esperienza personale o, semplicemente uno stato emotivo, l'attore abbia risposto onestamente alla domanda: “Come agirei, come mi muoverei, come parlerei “Se” mi trovassi veramente a vivere questa situazione , questa emozione, questo momento?” Una porta può essere un simbolo. Può rappresentare un ostacolo o una gioia, una paura o una nuova strada. Dietro una porta possiamo tenere nascosto un segreto, un sogno, un ricordo. Può rimanere una struttura inanimata attraverso la quale passare magari cento volte al giorno, senza neanche farci caso. E, a volte, può dare semplicemente inizio a tutto questo….

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